LA PIRAMIDE ESPERIENZIALE 

Oggi il concetto di allenamento cambia in funzione delle scoperte scientifiche e di questa nuova forma di spiritualità legata alla presenza e alla qualità delle azioni.

Distruggere il corpo con allenamenti intensivi sappiamo essere un rischio in termini

di accelerazione nell’invecchiamento cellulare; allo stesso modo però, inibire l’apprendimento neurologico con una vita routinaria è un rischio che può produrre gli stessi effetti. Rispettare

le caratteristiche biomeccaniche e bioenergetiche uniche dell’individuo è il nostro obiettivo;

ora possiamo rappresentare questo obiettivo attraverso il nostro metodo di allenamento costituito da tre componenti integrate in una piramide, dalle loro progressioni e dai complementi terapeutici, un’unità funzionale in grado di ottenere un risultato finale di altissimo livello.

LE COMPONENTI

STRENGTH

L’ area dedicata all’edificazione della forza è fondamentale, per il semplice fatto che un corpo per poter muoversi in modo intelligente ed interagire, deve disporre del presupposto cardine: la forza per agire nello spazio.

La forza all’interno di questa visione è considerata in tutte le sue sfumature e si identifica in due elementi chiave: la capacità di percepire il corpo, il movimento e quindi le traiettorie attraverso cui applichiamo delle forze meccaniche e il potenziamento puro del distretto muscolare.

FLOW

Natked flow è una delle tre componenti del metodo Natked, essa identifica un concetto cardine legato al movimento e alle sue infinite applicazioni; è fortemente legato alla versatilità del corpo umano, alla sua capacità di elaborazione e integrazione di gesti diversi e alla relativa necessità di memorizzazione degli schemi motori specifici.​

ELEMENTS

Natked Elements si colloca all’apice della piramide delle tre componenti del metodo perché risulta la più complessa come chiave di lettura. La complessità si condensa nell’aspetto creativo di questa tecnica e cioè nella richiesta di reclutamento continuo di nuovi schemi di movimento: strategia neurologica, adattamento biomeccanico e reazione cerebrale sono le costanti. Questo significa anche costante rottura degli schemi, perché si opera sul perimetro della comfort-zone, all’interno della quale il praticante si sentirebbe a proprio agio, ma dove non lo lasceremo mai tanto a lungo da poter godere dell’apparente beneficio.